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Ossanna – Demagri (PATT): depositate due interrogazioni a favore delle società sportive operanti in Trentino

21/01/2021

Sono state depositate dal Gruppo Consiliare PATT due interrogazioni, una a firma Lorenzo Ossanna e l’altra a prima firma Paola Demagri. Le due interrogazioni dal titolo: “così lo sport dilettantistico trentino muore!!” e “la Pat sosterrà le spese degli atleti e delle società sportive dilettantistiche per aiutare la ripartenza dello sport?”.

Di seguito il testo integrale delle interrogazioni:

 

Così lo sport dilettantistico trentino muore!!

Lo sport, anche quello dilettantistico, è stato duramente colpito dalla pandemia da Covid19. In questi mesi molte attività sportive sono state quasi completamente sospese. Questo ha gravemente colpito un settore composto di società che si basano in gran parte su una gestione attraverso volontari che mettono, per passione, il loro tempo a disposizione della collettività.

Con l’inizio della campagna di vaccinazione ci si avvia ad un lento ritorno alla normalità, ma per gli atleti e le l’attività sportivive non sarà di certo immediato.

È da pochi giorni la notizia della trasmissione di una circolare del Ministero della Salute indirizzata alle società sportive dilettantistiche, e quindi anche quelle del nostro territorio, sulla necessità di intraprendere, oltre alla visita medica sportiva per l’idoneità sportiva, alcuni esami specifici, fra i quali anche l’Holter per 24 ore, per gli atleti che hanno contratto il Covid-19 e anche per atleti che hanno avuto sintomi riconducibili a tale virus.

Seppure trattasi di “raccomandazioni” questo comporta, in un momento già complicato e grave, dove le competizioni sportive sono quasi tutte bloccate e i nostri ragazzi non possono praticare sport di gruppo, un aggravarsi della gestione delle società sportive a tal punto da rischiare una loro chiusura definitiva.

Pur condividendo l’opportunità, per gli atleti che hanno contattato il virus, di effettuare la visita medica che attesti l’idoneità alla prosecuzione dell’attività sportiva, anche agonistica, parrebbe evitabile l’effettuazione di ulteriori visite, anche specialistiche, a meno che i soggetti visitati non mostrino problematiche fisiche legate al contagio; questo anche per l’incidenza dei costi societari e famigliari che tali visite comportano.

È invece necessario, in questo particolare e difficile momento, sostenere le società sportive senza ulteriormente caricarle di nuove spese e responsabilità che inesorabilmente inducono al rischio di una loro chiusura.

 

Tutto ciò premesso,

 

s’interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore competente per chiedere:

  • Se si intende attivarsi al fine di sollecitare il Ministero della Salute affinché, nel rispetto della salute fisica degli atleti, venga applicata una direttiva chiara e semplificata in modo da permettere alle società sportive di intraprendere una scelta sicura e percorribile per garantire sia una tutela della responsabilità in capo alle società, sia agli atleti colpiti da Covid19 una ripresa in sicurezza delle attività sportive;

A norma di Regolamento, si richiede risposta scritta.

Trento, 19 gennaio 2020

 

 

Cons. Lorenzo Ossanna

 

La Pat sosterrà le spese degli atleti e delle società sportive dilettantistiche per aiutare la ripartenza dello sport?

Lo sport a livello dilettantistico è molto praticato da un’ampia parte della popolazione del Trentino ed è promosso ed incentivato, rientrando nell’ambito della tutela e promozione della salute pubblica, come strumento di prevenzione primaria e anche di trattamento di patologie legate alla sedentarietà e/o patologie croniche esercizio-sensibili.

Tutte le attività a livello dilettantistico sono state sospese durante il 2020 a causa della seconda ondata di contagi da Covid-19, con l’interruzione dei campionati già iniziati o, come nel caso della pallavolo, che gli stessi non siano nemmeno iniziati.

Il Ministero della Salute, attraverso una circolare del 13 gennaio 2020 ha esplicitato le “raccomandazioni” che la Federazione italiana medici per lo sport ha indicato per permettere la ripresa delle attività. Questo ha preoccupato molto le associazioni sportive dilettantistiche, perché quando sarà ufficiale che le raccomandazioni contenute nel documento diventeranno un obbligo, le società sportive e tutti gli atleti si troveranno di fronte ad adempimenti doverosi per garantire la salute degli atleti ma egualmente impattanti sull’attività delle società.

La prospettiva è che gli atleti che hanno contratto il Covid-19 debbano restare fermi dall’attività per 30 giorni, per successivamente sottoporsi ad una visita medico-sportiva con la possibilità che dopo questo primo accertamento siano richiesti ulteriori esami.

Va ricordato che la visita medico-sportiva, anche in questo difficile contesto di emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Covid-19, rappresenta un fondamentale strumento per verificare la salute degli atleti e permette di accertare l’effettiva idoneità al praticare attività fisica dopo la guarigione dal coronavirus.

Queste accortezze sugli sportivi dilettanti che hanno avuto il COVID vengono fatte perché è scientificamente appurato che la funzione delle cellule del nostro sistema immunitario sia temporaneamente inibita dopo un esercizio fisico prolungato e di alta intensità.

In pratica, il corpo umano nella fase successiva allo sforzo fisico intenso ha un calo delle difese immunitarie che prende il nome di “open window”. In questa fase aumenta il rischio di infezione e gli sportivi frequentando ambienti “contaminati” (ad es. palestre, spogliatoi) ne sono più a rischio. Questa fase della “finestra aperta” può durare dalle 3 alle 72 ore in base alle condizioni generali di ogni singolo individuo.

L’intensa attività fisica fa diminuire anche le funzioni dei linfocitiT e delle immunoglobuline IgA, queste ultime fondamentali nella difesa da patologie respiratorie.

Quindi il ministero sostiene che preservando l’atleta (già positivo al virus) per 30 giorni e sottoponendolo ad esami medici si riduca il rischio di eventuali patologie.

La “pausa forzata” negli sport dilettantistici è usata ad esempio nel rugby per gli atleti che subiscono un trauma commotivo, questi non possono per almeno tre settimane né allenarsi né giocare con la propria squadra. Ciò è previsto al fine di permettere una adeguata osservazione del trauma ed evitare pericolose ricadute.

Esperti del settore sostengono che nel caso degli effetti da Covid-19 è più difficile valutare se questa lunga pausa porti esclusivamente benefici, poiché trattandosi di un virus e viste le diverse reazioni che ha il fisico di ognuno a questa malattia, si rischia di fermare un atleta che sarebbe perfettamente in grado di svolgere attività e non si valuta l’importanza dello sport anche dal punto di vista psichico, fondamentale in questo periodo di pandemia.

La proposta del Ministero, per quanto volta esclusivamente a tutelare gli atleti, é ritenuta eccessiva dagli stessi, che vorrebbero svolgere la visita di idoneità sportiva poco dopo l’accertamento della negatività al virus ed è anche problematica per le società sportive che rischiano di vedere gli atleti decimati e le spese per le visite sportive aumentate.

 

Per quanto sopra esposto i sottoscritti,

interrogano il Presidente della Provincia per sapere,

  1. se è intenzione della Provincia contribuire alle spese per le visite medico-sportive per gli atleti dilettanti positivi a covid-19;
  2. se è intenzione della Provincia di valutare interventi per facilitare l’accesso alle visite medico-sportive per gli atleti dilettanti.

 

 

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.

 

Trento, 19 gennaio 2020

Paola Demagri                    

                                                                                                          Ugo Rossi

                                                                                                          Michele Dallapiccola