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Paola Demagri (PATT): cure intermedie; presentata interrogazione all’Assessore Segnana per chiarire quanto avvenuto al progetto sperimentale

24/10/2019

Nella mattina di oggi il Gruppo Consiliare PATT ha presentato alla stampa un’interrogazione indirizzata all’assessore Segnana per chiarire quanto avvenuto al progetto sperimentale relativo alle cure intermedie a Trento.
Il progetto era iniziato per volontà della precedente Giunta provinciale che aveva ritenuto di iniziare un percorso di sperimentazione al fine di valutare l’efficacia del progetto.
Demagri afferma che “La delibera provinciale con la quale si dava inizio al progetto prevedeva l’avvio della sperimentazione presso l’APSP Beato de Tschiderer di Trento, che grazie ad una recentissima ristrutturazione aveva un nucleo di 20 posti letto per le cure intermedie. L’APSP ha quindi dovuto adattare la propria struttura e, oltre agli investimenti materiali fatti, ha anche dovuto formale il personale che si è occupato durante la sperimentazione di seguire i pazienti”.
Tuttavia, dopo che i risultati della sperimentazione sono risultati postitivi e che l’assessore Segnana ha ribadito di voler estendere a tutto il Trento questo modello, c’è stato un cambio di rotta.
“Inspiegabilmente l’assessore ha deciso di terminare l’esperienza con l’APSP Beato de Tschiderer e di attivarne una con l’Ospedale San Camillo. Ci sembra una scelta assurda, poiché se la sperimentazione ha funzionato, che senso ha trasferire le cure intermedie in una struttura che dista 450 metri da quella già attrezzata e funzionante?” – continua ancora Demagri – “Vogliamo sapere da Segnana cosa ne sarà dei dipendenti formati, degli investimenti fatti e soprattutto se verranno ridotti i posti di cure intermedie, anziché aumentati come tutto suggerirebbe.”
L’interrogazione rivolta all’assessore alla Sanità riporta anche il fatto che alla luce della positiva sperimentazione sia stato aperto un centro di cure intermedie anche a Mezzolombardo, rendendo ancora più inspiegabili le ragioni che hanno portato ad un’operazione di questo tipo.
In attesa della risposta dell’assessora Demagri conclude con una valutazione sull’operato di Segnana “Siamo di fronte ad uno dei molti casi in cui l’assessore dice una cosa in pubblico e la sua struttura ne fa un’altra. Ormai ci siamo abituati ma non è possibile che la sanità trentina e le molte professionalità che sono al suo interno vengano trattate così. Non c’è visione, solo discorsi preconfezionati e che non danno luogo a nessuna scelta di prospettiva.”

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