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(PATT): sulla legge Merlin da Trento una sfida di civiltà.

29/03/2019

Il problema della prostituzione deve essere affrontato con serietà e rispetto nei confronti di tutte le donne, soprattutto quelle sfruttate.

Il Consiglio Comunale di Trento ha approvato nei giorni scorsi a larga maggioranza una mozione che propone l’abolizione della legge Merlin. Il PATT ha votato a favore.

Un voto che non va di certo nel senso della mercificazione del corpo femminile ma, piuttosto, un segnale, un tentativo di sollevare un problema che ormai è sotto gli occhi di tutti e per il quale non è più possibile fare finta di niente. Queste le ragioni che hanno spinto il gruppo del PATT in Consiglio comunale a votare la mozione e che, come vertici del Partito, assieme al nostro movimento femminile, ci sentiamo di fare nostre.

La legge Merlin, infatti, dopo qualche decennio dalla sua entrata in vigore, mostra tutti i suoi limiti. Il problema della prostituzione ormai non solo affligge tutte le città italiane, ma è passato da fenomeno discutibile e lesivo della dignità delle donne, a emergenza di fronte alla quale non si può più chiudere gli occhi: basti pensare allo sfruttamento di giovani ragazze, alla tratta delle donne, alla prostituzione minorile e al degrado che porta nelle zone urbane in cui viene praticata.

Il problema è molto complesso e supera i confini del Comune di Trento. È una questione di civiltà in cui siamo tutti obbligati a contribuire attivamente affinché venga tutelata e difesa la dignità della donna. La legge Merlin, approvata in Italia ormai 61 anni fa, è stata un passo importante: pochi ricordano le condizioni di sfruttamento e di povertà in cui erano costrette le donne che praticavano il meretricio all’interno delle case chiuse. Oggi la situazione è diversa, la legge Merlin può e deve essere presa in mano, rivista e migliorata, ma con l’unico scopo di tutelare la dignità della donna e di lottare attivamente contro questa odiosa piaga sociale.

La proposta di riaprire le case chiuse avanzata da alcune forze politiche avrebbe come risultato quello di affermare il principio che il corpo della donna è una merce, sulla quale altri possono guadagnare, tra cui anche lo Stato. Ed è grave che se ne discuta, soprattutto in una fase nella quale il tema della violenza contro le donne dimostra quanto la strada da seguire sia invece quella opposta.

Il PATT quindi pone al centro della questione non la legge Merlin in sé, ma la difesa della dignità della donna e si augura che questo tentativo bipartisan non venga strumentalizzato, ma che sia il punto di partenza verso la risoluzione del problema.

La Segreteria politica del PATT e il Movimento Femminile