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Due nuovi disegni di legge: foreste e legge elettorale

02/01/2019

I Consiglieri provinciali del PATT hanno inaugurato la prima giornata di lavoro del 2019 depositando due disegni di legge, firmati da tutti e quattro i rappresentanti autonomisti.

Il primo DDL depositato con Ugo Rossi come primo firmatario, riguarda la materia elettorale, ed ha il titolo “Modifiche alla legge provinciale 5 marzo 2003, n. 2 recante Norme per l’elezione diretta del Consiglio provinciale di Trento e del Presidente della Provincia”, mentre il secondo, che ha come proponente il Cons. Michele Dallapiccola, riguarda le foreste e si intitola “Modificazione della provinciale 23 maggio 2007, n. 11 sulle foreste e sulla protezione della natura 2007”.

Le modifiche alla legge elettorale prevedono l’elezione indiretta del Presidente della Provincia (che, al pari degli assessori, sarà eletto dal Consiglio provinciale tra i suoi componenti), introducendo novità in tema di decadenza, dimissioni, impedimento e morte del Presidente (a seguito delle quali, il Consiglio provinciale dovrà eleggere un successore) e proponendo una nuova disciplina in tema di mozione di sfiducia nei confronti del Presidente (è previsto un meccanismo di sfiducia costruttiva, sulla base del quale il Consiglio provinciale può esprimere sfiducia nei confronti del presidente della Provincia unicamente leggendo a maggioranza dei suoi componenti un successore). Inoltre la proposta reintroduce le tre preferenze, prevedendo che almeno una di esse sia espressa a favore di un genere diverso rispetto alla prima (qualora l’elettore dovesse esprimere solo due preferenze, esse devono essere di genere diverso).

La limitazione numerica (2 preferenze), nell’attuale sistema elettorale, con obbligo di voto a candidati di genere diverso, incide infatti in senso limitativo sul diritto di voto, costringendo, tra l’altro, in una sorta di meccanismo costrittivo, candidati di genere diverso ad apparentamenti forzosi, non dettati da un’effettiva affinità o comunanza di progettualità, ancorché legati dall’unicità dell’appartenenza politico-partitica. Si tratta di apparentamenti spesso legati più all’appartenenza territoriale locale a scapito di una rappresentanza elettiva espressione di un più vasto ambito territoriale, determinando una sorta di divisione tra candidati più favoriti o più svantaggiati rispetto ad altri a fronte di un’uguaglianza di opportunità può formale che sostanziale.

Per quanto riguarda il secondo ddl depositato, con primo firmatario Michele Dallapiccola, il gruppo PATT intende proporre una soluzione migliorativa per i territori colpiti dal forte maltempo nel mese di ottobre. La particolare condizione meteo ha causato la caduta di moltissimo legname, causando enormi danni, ma creando allo stesso tempo una situazione nuova per il nostro paesaggio. Si è infatti verificata una parziale riduzione delle aree boscate, condizione nuova per il nostro paesaggio. La proposta degli autonomisti è quindi quella di recuperare alcuni di questi terreni anche come prati e non solamente come boschi.

L’intento è quindi quello di far si che la  Giunta provinciale con apposito regolamento individui un’estrema semplificazione dell’approccio burocratico relativo al cambio di destinazione d’uso nel passaggio da Bosco a pascolo.

Questa condizione risulta tra l’altro particolarmente fortunata e necessaria perché in provincia di Trento  vi è estremo bisogno di superfici prativo foraggere supplementari rispetto all’attuale fabbisogno necessario al patrimonio zootecnico trentino.

Avere inoltre, in previsione della nuova PAC, più superficie utile a pascolo da mettere a disposizione del nostro sistema zootecnico permetterebbe di presentarsi nella trattativa con le altre Regioni Italiane per il riparto della nuova PAC 21-28, con una maggiore superficie coltivata a pascolo e/o prato.

Vi è anche il secondo fondamentale aspetto che riguarda l’acquisto di attrezzatura boschiva di livello tecnologico avanzato particolarmente utile per proteggere gli operatori durante il lavoro nei boschi. A causa delle straordinarie condizioni di caduta del legname, la posizione dello stesso nel bosco sottopone i boscaioli a rischi ulteriormente implementati rispetto alla già grave condizione che si manifesta ordinariamente in questo tipo di lavoro. Sono a tutti noti gli incidenti e le purtroppo aumentate morti in bosco che tragicamente  hanno aperto questo inverno. In normali condizioni il lavoro del boscaiolo è già il più pericoloso al mondo ma questo stato di calamità naturale ha incredibilmente reso le nostre foreste ancora più insidiose. Va dunque trovata una soluzione con urgenza affinché questo aumento di infortuni rimanga un triste, fortuito e drammatico fatto eccezionale.