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Le attività del Comitato “Torniamo in Trentino”

14/12/2018

Torniamo in Trentino

Ci sono delle sezioni del Partito Autonomista Trentino Tirolese che potremmo definire “speciali”: sono quelle di Pedemonte, Magasa e Valvestino, comuni che per secoli sono stati collegati al Tirolo storico e al Trentino, ma durante il periodo fascista ne sono stati divisi e aggregati alle regioni confinanti.

Il loro ritorno nella nostra provincia è un obiettivo che perseguono da tempo, un obiettivo al quale il PATT ha dato sempre un attivo sostegno. La prima proposta di legge presentata dalla nostra Onorevole Emanuela Rossini, ad esempio, riguarda proprio questo tema.

Pubblichiamo quindi con piacere il resoconto delle attività 2018 di una realtà che condivide lo stesso scopo, il Comitato “Torniamo in Trentino” di Pedemonte, a cura del Coordinatore Alberto Baldessari.

“Il Comitato Torniamo in Trentino è un’associazione apolitica ed apartitica che promuove il ritorno di Pedemonte e Casotto in seno alla provincia-madre, il Trentino, da cui furono cacciati nel 1929 in maniera autoritaria e contro il parere di tutta la popolazione. Ringrazio quindi per l’occasione offertami di far conoscere maggiormente la situazione dei Trentini rimasti controvoglia al di là del confine senza essersi mai mossi di casa.

Sono ormai passati quasi 11 anni dal referendum col quale la maggioranza della popolazione di Pedemonte e Casotto (76,1%) aveva inequivocabilmente espresso la volontà di ritornare a far parte del Trentino ma finora, purtroppo, ciò non è ancora divenuto realtà. Sarebbe quindi ipocrita nascondere un diffuso sentimento di amarezza misto ad impotenza che serpeggia tra la mia gente. La decisione ultima, e di conseguenza anche la maggiore responsabilità, compete a Roma che però non ha mai trovato né il tempo né la voglia di occuparsi di noi. Tuttavia anche Trento, senza sottacere le oggettive difficoltà, avrebbe sicuramente potuto fare di più intervenendo attraverso la nutrita pattuglia di parlamentari trentini e sudtirolesi, ponendo con maggior decisione sul tavolo delle trattative anche la nostra causa. Il Trentino dispone inoltre di un canale privilegiato e permanente con Roma: «la Commissione dei 12», un organismo paritetico Provincia Autonoma di Trento – Governo dove sono prese in esame le nuove competenze e si cerca di risolvere le criticità emerse in precedenza.

La crisi economica, che nel frattempo ha colpito tutta l’Italia, ha gravato in maniera particolarmente dura sul Comune di Pedemonte che fatica a mantenere un seppur minimo livello di servizi al cittadino. Per mancanza di spazio non cito esempi, ma credo che sarebbe alquanto istruttivo per molti politici ed amministratori trentini recarsi laggiù per rendersi conto di cosa significhi non poter godere dei frutti dell’Autonomia. È una considerazione amara, visto che anche Pedemonte e Casotto avevano partecipato alle lotte per l’Autonomia fino al 1948, quando vantavano più di 400 iscritti all’ASAR!

Il divario con i Comuni del Trentino Alto Adige/Südtirol, anche quelli più piccoli e periferici è andato così aumentando a dismisura, e si è pure seriamente rischiato la perdita dell’autonomia municipale con la minaccia dell’accorpamento coatto con i Comuni vicentini di Lastebasse, Tonezza del Cimone, Laghi e Posina. I Comuni trentini hanno invece registrato una tenuta nettamente migliore e la ragione è semplice: per effetto dell’Autonomia lì ci si rivolge sempre alla Provincia, ente percepito molto vicino che ha competenza quasi su ogni cosa e conosce bene le esigenze di ogni singola piccola comunità, mentre Pedemonte si deve rapportare con Venezia e Roma, realtà molto più inaccessibili e distanti, sotto ogni punto di vista.

Direi che il vero oro del Trentino per Pedemonte non è rappresentato dai maggiori contributi, che potrebbero anche non esserci più in futuro, ma dal fatto di tornare a far parte di una realtà più piccola e molto più omogenea, che si autogoverna, dove poter far sentire anche la propria voce perché la maggior parte della popolazione, con tutto ciò che ne consegue in fatto di potere economico e politico, risiede in piccoli centri periferici. Una realtà dove è minima la distanza tra chi legifera e chi è sottoposto alle leggi.

In un tempo in cui l’Autonomia del Trentino è messa sempre più sotto attacco, sono troppi coloro che nascondono la testa sotto la sabbia e non vogliono vedere i gravissimi rischi a cui vanno incontro. A chi in buona fede nutrisse qualche dubbio in proposito Pedemonte, al pari di Magasa e Valvestino, si offre come un interessante osservatorio esterno e, purtroppo, anche come un’ottima cartina di tornasole in grado di misurare il gravissimo divario accumulato rispetto ai paesi limitrofi rimasti in provincia di Trento. Queste tre Comunità cacciate in epoca fascista fanno parte del Veneto e della Lombardia, due tra le Regioni più ricche e laboriose, ma hanno sempre dovuto accettare supinamente le decisioni prese a Venezia e a Milano, oppure a Roma, senza alcuna possibilità di essere presi in considerazione, perché elettoralmente non valgono più di un paio di condomini di città. Invito allora tutti a considerare questa semplice equazione: Pedemonte, Magasa e Valvestino stanno al Veneto e alla Lombardia come il Trentino, che ha un peso elettorale equiparabile a quello di un quartiere di Roma, sta all’Italia: senza Autonomia, anche il Trentino andrebbe incontro ad un lento, inesorabile, declino.

L’anno che sta per chiudersi ha visto un sensibile cambiamento politico sia a Roma sia a Trento ed è ancora presto per capire se ciò comporterà delle conseguenze per la nostra causa. Rimango comunque moderatamente ottimista perché la richiesta di Pedemonte, Magasa e Valvestino di ritornare in Trentino non è né di destra né di sinistra bensì super partes, e per questo abbiamo sempre avuto dei sostenitori sia nella maggioranza sia all’opposizione. Attualmente giace in Parlamento un disegno di legge che l’On. Emanuela Rossini ha depositato come primo atto dopo la sua elezione. Merita un sincero ringraziamento per la grande attenzione che ha voluto riservarci.

A nome del Comitato Torniamo in Trentino ho chiesto che la piccola biblioteca di Pedemonte sia collegata al Sistema Bibliotecario Trentino, e la Provincia Autonoma di Trento sembra favorevole; assieme al Sindaco di Pedemonte sto predisponendo gli ultimi accorgimenti per rendere possibile questa bella possibilità offerta ai nostri concittadini: l’intento è quello di trasformare Pedemonte in una specie di porta culturale del Trentino.

L’attenzione di Trento nei confronti di Pedemonte non è mai venuta meno né dal punto di vista politico, a cominciare dalla prima seduta del Consiglio Regionale il 13 dicembre 1948 quando venne assunto l’impegno a favorire il rientro i territori amputati in epoca fascista, arrivando alle mozioni approvate dal medesimo organo nel 2010 e nel 2012, né da quello relativo a provvedimenti più concreti che, comunque, hanno comportato modifiche alla legislazione provinciale. A titolo di esempio, solo in virtù della plurisecolare comune appartenenza al Tirolo Storico, negli anni ’90 si è provveduto al ripristino del Libro Fondiario con un impegno finanziario di 800.000.000 di lire ed il Catasto Edilizio Urbano è transitato da Vicenza a Trento previa una piccola ma significativa modifica allo Statuto di Autonomia, per la ristrutturazione di una malga di proprietà della Regola di Casotto situata in territorio trentino si è elargito un contributo pari all’80% della spesa preventivata, i residenti di Pedemonte sono equiparati ai Trentini nella raccolta dei funghi in tutta la provincia, Pedemonte e Casotto sono entrati a far parte del Dizionario Toponomastico Trentino, e non manca mai un invito alle commemorazioni provinciali relative alla Grande Guerra.

Inoltre, sempre per rispetto alla Storia, anche quest’anno gli studenti della terza classe delle scuole superiori potranno partecipare all’assegnazione di 80 borse di studio regionali (40 per Trento, 40 per Bolzano) per frequentare il 4° anno in Austria, Germania, Irlanda, Francia, Spagna o Gran Bretagna fatte salve eventuali ripercussioni in seguito alla «brexit».

Invio a tutti i lettori migliori Auguri di un Santo Natale, con la speranza che il 2019 porti un po’ di serenità e veda progredire la nostra causa anche per il bene di tutti i Trentini perché tutto ciò che il Trentino fa, o non fa, per Pedemonte, Magasa e Valvestino in quanto appartenenti al Tirolo Storico, lo fa, o non lo fa, anche per difendere la propria Autonomia.”

Alberto Baldessari

Coordinatore del COMITATO TORNIAMO IN TRENTINO di Pedemonte