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Il PATT sostiene il decreto Motovedette

07/08/2018

decreto Motovedette

Il PATT si è da sempre impegnato nel sostenere una politica migratoria che possa tutelare la sicurezza dei cittadini e il rispetto della vita umana. Gli autonomisti sono convinti che per arrivare ad una soluzione del problema dei flussi migratori sia importante iniziare con il creare le basi per una stabilizzazione politica del nord Africa e successivamente costruire politiche volte a creare uno sviluppo socio – economico del continente africano.

L’Onorevole Emanuela Rossini, come componente delle Minoranze Linguistiche, ha valutato questo decreto come il primo passo di un accordo con la Libia per contrastare il traffico di vite umane nel Mediterraneo.

Riteniamo giusto – afferma Rossini – proseguire con il controllo dei flussi migratori, iniziato nella precedente legislatura, sia per rafforzare il senso di sicurezza che ci chiedono i nostri cittadini, sia per difendere la dignità di tutti i migranti che vivono onestamente nel nostro Paese. Noi riteniamo che l’unico porto sicuro, qui e altrove, non sia quello difeso dai blocchi navali o dai respingimenti, l’unico porto sicuro è uno solo, la civiltà.

Per questa ragione – prosegue Rossini – sappiamo che non possiamo fermarci a questo provvedimento, ma vi chiediamo, già da domani, di andare oltre, giacché, come ho sentito da parte dei rappresentanti del Governo e dal sottosegretario Molteni, questo decreto è soltanto una delle misure iniziali. È evidente che noi non potremo stare a guardare quando si formerà un serraglio umano in Libia, in condizioni anche peggiori di queste, quando inizieranno a fermarsi le partenze.

Noi quindi ci impegniamo – conclude Rossini – ed esprimiamo un voto favorevole, oggi, a questo decreto, nella condizione che esso sia seguito, come da voi dichiarato, da altre misure urgenti, quale, in primis, il riconoscimento che in Libia c’è un’emergenza umanitaria e che, come parte di una comunità europea ed internazionale, questa emergenza, non solo ci riguarda, ma ci tocca profondamente”.