Privacy Policy

Per offrirti una migliore esperienza di navigazione, il sito utilizza dei cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.

Il PATT: avanti con responsabilità verso le elezioni provinciali

23/05/2018

elezioni provinciali

In vista delle elezioni provinciali del 21 ottobre 2018, la Giunta esecutiva del PATT e i Coordinatori di ambito hanno approvato le linee guida sulla posizione del partito riguardo la collocazione, il programma e il governo della Provincia.

L’impegno del PATT si iscriverà evidentemente nell’alveo delle idee, dei valori e delle politiche portate avanti in questi anni, ma sarà anche aperto ad altri contributi, in un’ottica di miglioramento dell’azione politica e amministrativa, di arricchimento e rinnovamento.

Come partito vogliamo innanzitutto condividere questo ragionamento promuovendo il dialogo e il confronto con altri soggetti, in un’ottica inclusiva e non esclusiva, sulla base di precise linee programmatiche e di un definito e coerente patrimonio valoriale e culturale.

Lo faremo fin da ora, consapevoli che per riuscirci serve valorizzare l’esperienza di chi ha governato in questi anni, nonché esprimere e dimostrare ai cittadini chiarezza, coerenza e prospettiva, rappresentando e promuovendo in maniera forte e responsabile i valori, le idee e la cultura di governo che ci caratterizzano e di cui siamo orgogliosi. 

Sulla base di questi presupposti il PATT proseguirà nel lavoro di predisposizione e definizione del programma e delle linee di indirizzo politico ed amministrativo per la prossima Legislatura, attivando gli organi e i gruppi di lavoro interni e favorendo il dialogo con le diverse espressioni della società civile.

Parallelamente, il Partito ha invitato il Presidente Rossi a continuare la fase di confronto con gli altri soggetti, in un’ottica di rafforzamento dell’attuale azione e cultura di governo e di rinnovamento, miglioramento e condivisione delle proposte programmatiche.

In questa Legislatura – iniziata all’indomani di una stagione difficile, segnata dalla crisi economica più devastante che l’Europa abbia sperimentato dal Secondo dopoguerra – la nostra azione di governo è riuscita a garantire importanti risultati per lo sviluppo della propria terra e a valorizzarne l’impegnativa eredità.

In un’epoca di incertezza e di crisi della dimensione collettiva e in un mondo impoverito, sia a livello economico che sociale, nel quale stanno riaffiorando gli egoismi e le chiusure del passato e si stanno affievolendo i legami, la solidarietà e la coesione sociale, non siamo quindi rimasti ad attendere, ma abbiamo saputo coltivare la capacità di guardare al futuro, affrontando con coraggio le pressioni – alcune potenzialmente distruttive – a cui eravamo sottoposti, trasformandole, ove possibile, in opportunità.

Abbiamo saputo agire nel solco del mandato che i cittadini ci hanno affidato, interpretando e valorizzando la nostra “specialità”, con la consapevolezza che essa rappresenti il paradigma e il patrimonio su cui costruire il futuro, non in modo chiuso ed isolato, ma in maniera aperta e volendo essere parte delle dinamiche nazionali, europee e globali.

A livello nazionale, abbiamo salvaguardato e consolidato la nostra Autonomia. Siamo riusciti a garantire anche per il futuro certezza ai conti pubblici e ad approvare, grazie anche al rinnovato rapporto con Bolzano, significative modifiche statutarie e importanti norme di attuazione, che ci hanno consentito di ottenere competenze strategiche per lo sviluppo del nostro sistema di autogoverno (giustizia, finanza locale, tributi immobiliari locali, grandi derivazioni idroelettriche, tutela della minoranza ladina, commercio, previdenza complementare, contratti e appalti pubblici, caccia, gestione Parco dello Stelvio). 

A livello provinciale, tenendo fede agli impegni che ci eravamo assunti con i cittadini, abbiamo approvato numerose riforme, tra cui quella di revisione della riforma istituzionale con la fusione dei Comuni, la riforma urbanistica, quella degli appalti e della dirigenza, le leggi sulla scuola, sullo sport, sulle attività culturali, sull’informazione e sulle cave, la riforma del welfare degli anziani, l’assegno unico, il piano di mobilità sostenibile, quello sociosanitario e quello del lavoro. 

In un quadro politico nazionale incerto e a serio rischio di decostruzione, la nostra esperienza di governo, quindi, ha saputo garantire le condizioni per mantenere salda la nostra Autonomia speciale e per far tornare a crescere il Trentino, coniugando competitività con coesione sociale e sostenibilità, diritti con responsabilità ed autonomia delle persone. E ne dobbiamo essere fieri, perché sono il frutto del nostro lavoro e sono le basi su cui si può edificare con fiducia il nostro futuro. 

E proprio per volgere lo sguardo in avanti, con la consapevolezza che molte siano ancora le cose da fare e da migliorare, partendo da questo patrimonio di idee e di persone ci impegniamo a lavorare, senza perdere di vista il senso e il valore di ciò che siamo stati e siamo ancora oggi. 

Dobbiamo continuare a distinguerci senza mai dimenticare che abbiamo la responsabilità di valorizzare la nostra terra, le nostre comunità e le nostre prerogative, tutelando la nostra specialità e la nostra particolare storia e promuovendo la nostra Autonomia politica ed istituzionale, che necessita di interventi specifici, di un legame particolare con il territorio e le comunità locali e di attori pubblici che sappiano interpretare e rappresentare i valori, la cultura e le tradizioni della popolazione trentina. 

Dobbiamo rinnovare lo sforzo di proporre una connotazione politica completamente distante e inequivocabilmente alternativa a quanti ipotizzano scorciatoie che bypassano i problemi reali, proponendo slogan o frasi ad effetto che fanno leva sull’emotività ma che non portano ad alcun risultato.

Una connotazione politica alternativa ed inequivocabilmente distante da chi agita le paure delle persone, da chi alimenta o anche sottovaluta e magari minimizza i rigurgiti violenti della xenofobia che serpeggia in tutta Europa.

Alternativa ed inequivocabilmente distante da chi, sull’onda di una presunta modernità che si nutre delle contraddizioni (e a volte delle perversioni) della rete, cavalca il populismo e alimenta la sfiducia e il rancore. 

Dobbiamo recuperare il senso, la forza e la capacità di costituire un punto fermo e politicamente adeguato a governare il Trentino. Un punto fermo che è già, ma che dovrà esserlo ancora più nel futuro, fondato sulla capacità di conciliare e valorizzare il rapporto tra crescita e coesione sociale. 

Dobbiamo valorizzare e innovare una formula politica in grado di interpretare adeguatamente quell’Autonomia responsabile che costituisce una vera e propria anomalia positiva nel panorama politico-istituzionale nazionale, quale formula politica più idonea a difendere e valorizzare l’Autonomia, perché capace di saper rendere sinergica la dimensione territoriale come quella nazionale ed europea. 

Dobbiamo infine riconoscere e ribadire l’importanza di un’alleanza che fonda la sua ragion d’essere sulla consapevole condivisione di un’idea di comunità autonoma e su valori comuni che prescindono dalla stagione politica contingente. Un’alleanza che condivida le decisioni, che rafforzi il dialogo interno ed esterno e che, in un’ottica di libertà, coesione e compattezza, dia la possibilità ad ogni singola componente di coltivare le proprie peculiarità senza perdere di vista gli interessi comuni. 

La specialità del Trentino, infatti, sta proprio nell’idea che dalla combinazione costruttiva delle diversità si arrivi alla sintesi, alla rappresentazione unitaria di ciò che siamo e di ciò che intendiamo diventare, come del resto la nostra stessa storia e identità plurale ci insegnano. 

Il fattore tempo non è però una variabile indipendente, perché l’intera comunità e i cittadini hanno bisogno di chiarezza, di valori e di un progetto politico nel quale riconoscersi ed investire. E ne hanno bisogno soprattutto in questo momento di profonda incertezza e in questo contesto politico fatto di promesse inattuabili. 

Abbiamo quindi il dovere di corrispondere a queste necessità e di essere punto di riferimento per la nostra comunità, per evitare di disorientare le persone. 

Non possiamo più aspettare, dobbiamo proporre la nostra idea di Trentino futuro, ribadire i nostri valori e spiegare ai cittadini da dove proseguiamo, ma soprattutto come intendiamo governare e rafforzare anche nei prossimi anni la nostra Autonomia. 

Non possiamo correre il rischio che il nostro territorio sia travolto dall’onda nazionale, uniformandosi a logiche e culture che non ci appartengono.

Non possiamo tollerare che l’improvvisazione, l’emotività e le rivendicazioni prendano il sopravvento.

Non possiamo permettere che siano delle facili promesse o delle proposte irrealizzabili e dannose ad interpretare e governare l’Autonomia del Trentino, perché il nostro sistema di autogoverno è cosa diversa dal populismo e dalla demagogia. È un sistema fondato su un patrimonio valoriale assolutamente unico, straordinario e peculiare, che non possiamo permettere cambi connotazione o vada disperso. E questa particolarità deve continuare a poter essere coniugata sia a livello politico che a livello istituzionale. 

E proprio sulla base di questi presupposti intendiamo rinnovare il nostro impegno, rievocando e rilanciando i principi e i valori che ci hanno orientati in questi anni alla guida della Provincia.

Con coerenza, sincerità, onestà e lealtà intendiamo continuare ad onorare la responsabilità che ci siamo assunti nei confronti della comunità, proseguendo nel nostro impegno e rinnovando le proposte per lo sviluppo, la crescita e la coesione del nostro territorio.

Riteniamo di dovere questa chiarezza soprattutto alla comunità trentina che, in particolar modo in questo momento, ha bisogno di credere nel senso della politica e nelle Istituzioni.