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Il centrosinistra autonomista riparta dai giovani

19/04/2018

giovani

Lo tsunami provocato dall’esito delle elezioni del 4 marzo ha innescato anche un vivace dibattito sulla formula di governo della Provincia e sul suo futuro assetto in vista delle elezioni dell’ottobre prossimo.

In questo dibattito si inserisce questo intervento del nostro Vicesegretario politico Simone Marchiori:

Bisogna osservare come tale dibattito, più che su una aperta ed esauriente analisi delle cause del risultato, si sia concentrato e ridotto sulla ricerca di nuovi equilibri e, soprattutto, sull’eventuale sostituzione dell’attuale presidente Rossi. Soluzione quest’ultima che, stando a chi la sostiene all’interno della coalizione, sarebbe la chiave per rilanciare l’attività di Governo della Provincia.

Tale tesi piace a chi cerca soluzioni semplici a problematiche complesse, in quanto soddisfa un duplice obiettivo: togliere a Rossi la guida del Governo ed evitare, anche alla luce dei risultati delle elezioni politiche, una reale verifica su quanto, di positivo o negativo, è stato fatto in questi cinque anni di attività del Governo provinciale. Attività che ha pienamente coinvolto e corresponsabilizzato tutti i partiti della coalizione e non solo il presidente Rossi.

Ancora una volta, invece di impegnarsi in un tenace lavoro di approfondimento e, se il caso, anche di autocritica, si va alla ricerca di un capro espiatorio.

Se tuttavia andiamo a rimuovere il Presidente della Provincia che sta concludendo il suo primo mandato sottintendiamo, nemmeno troppo velatamente, che a fallire non è stato solo Rossi. Sconfessiamo senza possibilità di appello tutte le scelte operate in questi 5 anni sia dalla Giunta che dal Consiglio provinciale.

E a quel punto sarebbe giusto chiedere e pretendere la sostituzione di tutti i rappresentanti del centrosinistra-autonomista che siedono nelle istituzioni provinciali, ripartendo nella sfida agli avversari da persone nuove, forti di idee diverse.

Ritengo, tuttavia, che non sia questa la strada da seguire. Il Governo provinciale, pur non essendo riuscito molto spesso a comunicarlo in maniera efficace ai cittadini, è riuscito in questi anni a “portare a casa” partite importantissime per l’Autonomia e per i nostri territori, sia a Roma che a Trento, grazie anche ad un rapporto leale con il Governo centrale che non sempre è stato facile da spiegare.

Manca, molto spesso anche fra gli addetti ai lavori, la consapevolezza e l’entusiasmo per far emergere i risultati positivi e si preferisce, invece, chiudersi in una logica personalistica che consente di curare solamente il proprio orticello, anche a costo di usare il diserbante su quello degli altri, meglio ancora se compagni di coalizione. Pensiamo a quante volte si è preferito in questi 5 anni continuare sistematicamente nella logica dei distinguo, della delegittimazione e del logoramento, pensando magari di trarne benefici elettorali.

Con questa mentalità il Centrosinistra-autonomista è destinato a implodere nonostante gli sforzi fatti in questi anni. La novità non risiede nel trovare un nuovo Presidente, specie se ci si aspetta l’intervento salvifico di un “papa straniero” che oltretutto fino ad oggi non abbia dato nessun contributo programmatico o di idee a questa coalizione.

In questo momento invece la partita va chiusa nel minor tempo possibile. Entro 15 giorni si devono mettere sul tappeto le criticità, affrontarle e ripartire da Rossi presidente perché per conferenze, tavoli e fasi costituenti è tardi, a maggior ragione per una coalizione che sta insieme da vent’anni ed ha, ormai, una impostazione chiara e riconoscibile.

Quello che si può e si deve fare è ripartire da persone nuove che affianchino in un’ottica di collaborazione i nostri attuali amministratori.

Con il Movimento giovanile del PATT stiamo organizzando un momento di confronto con i giovani impegnati nelle categorie economiche e sociali trentine, oltre che con gli amministratori. Senza alcuna volontà di strumentalizzare o “mettere il cappello” a qualcuno, ma semplicemente per dirci in faccia, al di là delle idee politiche, qual è il Trentino del futuro che vogliamo. E restituire poi ai partiti questa visione.

Allo stesso modo, senza nulla togliere ai segretari di partito, che devono continuare a fare il loro lavoro senza timore di essere spodestati, bisogna lasciare che a confrontarsi sul futuro della coalizione e del Trentino siano soprattutto volti nuovi, possibilmente giovani, che si mettano al servizio di tutto il centrosinistra autonomista per uscire dall’impasse.

A tal proposito, il PATT è a disposizione per organizzare un momento di confronto interno alla coalizione dove si lasci fare ai giovani, tutti assieme al di là dei partiti di appartenenza. Mettendo da parte schemi superati o calcoli elettorali per concentrarsi sullo sforzo di elaborare politicamente gli stimoli, positivi e negativi, che si levano dal territorio. E, per una volta, gli esponenti di spicco dei partiti dovranno restare ad ascoltare cosa i giovani hanno da dire per meglio interpretare aspettative ed evoluzione della società civile.

La partita delle provinciali è tutta da giocare, con piena convinzione della validità del lavoro svolto e della capacità di interpretare al meglio speranze, aspettative e prospettive della comunità trentina. Il Centrosinistra autonomista può ancora fare la differenza se, invece di continuare con recriminazioni reciproche e veti incrociati, rimarrà fedele a se stesso e, senza passare per dannose ed inutili rottamazioni, si affiderà ai giovani per ridare alla propria classe politica quella passione e quell’entusiasmo che rappresentano il miglior modo per convincere gli elettori.”

 

Trento, 17 aprile 2018