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L’ASAR (Associazione Studi Autonomistici Regionali), 1945-1948

24/01/2018

L’ASAR è uno dei movimenti politici più importanti della storia trentina. Esso venne fondato a Trento il 23 agosto 1945. Riuscì a raccogliere 115.000 iscritti su una popolazione provinciale di 380.000 abitanti.

Quali profonde ragioni animarono quella stagione di lotta politica e l’adesione di tante persone all’ideale autonomista? Se ci si limitasse a considerare la breve vita dell’ASAR – dal 23 agosto del 1945 al 25 luglio del 1948 – si potrebbe concludere che si tratti di un’esperienza sporadica, episodica. Ma questo non sarebbe il criterio corretto per ragionare. Non ci interrogheremo sui motivi della fine del movimento (che non morì di “morte naturale”, come è noto, ma a causa dei pesanti condizionamenti subiti dai partiti nazionali, dalla Chiesa trentina, da quegli apparati politico/polizieschi non ancora del tutto disgiunti dal Ventennio, oltre ai limiti interni e ai vari personalismi che ne avevano minato le fondamenta).

Diremo però che quei tre anni furono decisivi per la storia del Trentino e dell’Alto Adige e, più in generale, anni determinanti per la storia italiana e europea, con l’uscita da un conflitto devastante e il quasi immediato risorgere di una nuova divisione del mondo, tra blocco occidentale e blocco orientale. Le esperienze politiche che si misurarono in quella stagione rappresentano quindi un prezioso elemento di riflessione e una chiave di lettura importante di tutto il periodo successivo.

Prima di essere un movimento politico l’ASAR (Associazione Studi Autonomistici Regionali) fu la massima espressione di un grande sentimento popolare, l’invocazione dei trentini che levarono un solo grido da tutte le vallate: “Autonomia!”. Erano gli anni dal 1945 al 1948. La lotta dei trentini contribuì in modo decisivo non solo a creare le condizioni perché l’autogoverno fosse al primo posto nel dibattito politico locale e nazionale, ma anche a delinearne la fisionomia, le caratteristiche, le peculiarità. I massimi e più convinti interpreti di quella aspirazione non furono i partiti nazionali nelle loro espressioni locali, bensì più di centomila tra uomini e donne che insieme diedero vita ad un movimento originale, autonomista e territoriale, scollegato rispetto ai modelli politici tradizionali, regionalista, federalista, europeista, antimilitarista. L’ASAR non fu certo solo un movimento locale e la sua battaglia non fu limitata al contesto regionale. Uno degli aspetti meno conosciuti, che ne rafforzano la valenza politica, riguarda il fatto che esso fu promotore e regista di ampie alleanze con i principali movimenti autonomisti italiani, guidando battaglie comuni, contribuendo a rafforzare le istanze autonomiste e condizionando le scelte che i governi e i parlamenti andavano adottando in una fase cruciale: quella in cui veniva impostata l’architettura degli Stati democratici che stavano risorgendo sulle ceneri del secondo conflitto mondiale.

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