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Demagri e il gruppo PATT: il ponte del Castellaz fra Cles e Cagnò va monitorato, presenta preoccupanti segni di usura

04/11/2019

Il tema è molto delicato e quando si tratta di sicurezza delle infrastrutture è doveroso agire con la massima cautela e senza creare allarmismi. A maggior ragione se a preoccupare è lo stato di manutenzione di un ponte, visto quanto accaduto in Italia negli ultimi anni.In questo caso a finire sotto la lente d’ingrandimento della consigliera nonesa Paola Demagri e del gruppo PATT è il ponte del Castellaz, collegamento fra Cles e la terza sponda.“Abbiamo ricevuto una segnalazione da parte di alcuni frequentatori del Lago di Santa Giustina, che passando sotto il ponte hanno notato dei segni d’usura abbastanza importanti. Le foto che abbiamo potuto visionare mostrano in effetti una situazione abbastanza diffusa di degrado dei materiali.”Senza voler creare allarmismo è quindi stata depositata un’interrogazione alla Giunta provinciale affinché venga approfondito dai tecnici specializzati il reale stato del ponte. La struttura infatti mostra degrado delle superfici in calcestruzzo e sicuramente, vista l’età del ponte, è necessario avere particolare attenzione. Negli anni ‘60, periodo in cui è stato costruito il collegamento, le conoscenze a riguardo alle reazioni del calcestruzzo non erano approfondite come al giorno d’oggi, per cui è necessario monitorare questo opere per intervenire tempestivamente qualora si verifichino anomalie.“Meglio agire prima possibile per valutare la situazione anche perché il ponte è molto trafficato e sicuramente il carico che deve sopportare ogni giorno è superiore a quello che si presupponeva negli anni della costruzione.”La Consigliera Demagri continua precisando il suo intento “ho voluto segnalare il problema appena ne sono stata informata perché ritengo sia giusto tenere i cittadini informati e la PAT ha certamente gli strumenti per una verifica adeguata e per fare le scelte migliori.”La progettazione di strutture di questo tipo ha sempre tenuto conto dell’aumento del carico progressivamente crescente, continuando a migliorare le regole di calcolo per prevedere la durata e la portata delle strutture. Alla modifica delle regole per le nuove costruzioni non è stato possibile tuttavia adeguare le infrastrutture esistenti. E’ sempre stato chiaro che la struttura subisce un degrado dovuto al tempo, ma al tempo della costruzione del Ponte del Castellaz non si avevano le conoscenze che si hanno oggi in materia.“E’ opportuno che siano dei tecnici a verificare e certificare lo stato del cemento, perché certamente non si possono fare valutazioni oggettive con una semplice occhiata. La preoccupazione tuttavia c’è, perché come mi è stato suggerito da un tecnico l’usura dei materiali può avere una progressione moderata per decenni ma nel momento in cui lo stato peggiora e viene esposto direttamente alle intemperie e a infiltrazioni la situazione può peggiorare molto più rapidamente.”L’auspicio dei consiglieri del PATT, senza polemica politica ma solo con l’intenzione di segnalare una situazione che merita attenzione, è che la vicenda possa essere chiarita rapidamente dalla PAT e che si possano tranquillizzare tutti i cittadini sullo stato di salute del ponte o che in alternativa si proceda subito alla sistemazione.

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