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Walter Viola

Sono Walter Viola e nella vita ho avuto una grande fortuna, quella di poter seguire le mie passioni: in gioventù facendomi le ossa in settori strategici dell’amministrazione della Provincia in un momento di grande creatività come quello che precedette la conclusione del “Pacchetto” di Autonomia. Successivamente nel turismo (altra mia grande passione) dove ho lavorato come Direttore di Aziende di promozione turistica. Ultimo, ma non certo l’ultimo per interesse, il volontariato e in generale il mondo del sociale e degli anziani, dirigendo l’Istituto Arcivescovile per i Sordi.

Nel 2003 ho iniziato la mia attività in Consiglio provinciale. Ho avuto quindi l’onore e la responsabilità di essere eletto nell’istituzione che rappresenta la nostra comunità e che mi ha permesso di operare concretamente nelle realtà che mi erano più familiari e, allo stesso tempo, scoprire territori, settori e mondi a me meno conosciuti. Il ruolo di consigliere mi ha permesso soprattutto, di agire valorizzando l’Autonomia come volano fondamentale per promuovere la crescita materiale e umana della nostra gente.

In questi anni in Consiglio ho cercato di contribuire al bene comune, con ragionevolezza e lealtà, cercando di perseguire obiettivi realistici, ascoltando le richieste del territorio e di chi lavora tutto il giorno, tutti i giorni, nei settori produttivi, nella sanità, nei servizi. Cercando di mettermi in sintonia con le persone che con il loro lavoro rendono viva la nostra comunità.

In questo mio impegno ho cercato di svolgere il mio incarico con serietà e senso del dovere e anche con una certa umiltà che ritengo assai utile per chi si mette a servizio della comunità. Ho fatto proposte in grado di rispondere a bisogni reali; ho cercato il dialogo con tutti, soprattutto quando in ballo c’erano questioni decisive per la nostra gente. Perché l’esperienza mi ha insegnato che la concretezza è una “medicina” per chi fa politica. Serve a rimanere con i piedi per terra, a non lasciarsi incantare dalle tante sirene del potere, piccolo o grande che sia, che rischiano di trascinarti lontano dalla vita vera di chi ogni mattina affronta difficoltà e fatiche. Ma c’è di più: ed è il senso di responsabilità, fondamentale in un’Autonomia come la nostra. Responsabilità verso la comunità e verso la nostra stessa coscienza. Appunto, la coscienza: Don Sturzo diceva che “fare ogni sera l’esame di coscienza è buona abitudine anche per l’uomo politico”.  Una verità che sperimento ogni giorno. Una verità dura, perché, come giusto, raramente la mia coscienza mi assolve. Però mi pone davanti alla consapevolezza dei miei limiti.