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La strada percorsa, la strada che verrà

24/03/2019

discorso al Congresso del Segretario uscente Franco Panizza.

Saluto le amiche e gli amici autonomisti del PATT, del Trentino e degli altri movimenti del nord Italia. Grazie di essere qui per condividere con noi questo importante momento.

Questo congresso per me è anche l’occasione di ripercorrere le tappe principali di ciò che è stato fatto in questi anni durante il mio mandato di segretario politico e devo ammettere che è stato davvero un periodo entusiasmante, decisivo per il PATT e per le nostre Istituzioni, ma in cui ho sentito costante e forte il sostegno del nostro partito e di tutti coloro che lo hanno animato e che vi hanno dedicato tempo e iniziative.

Per questo ringrazio tutti voi per avermi sostenuto, sempre, con umanità, stima e rispetto, in un confronto a volte anche critico ma sempre costruttivo.

Con lo stesso spirito ho accettato volentieri la proposta di candidarmi alla Presidenza per essere – come recita il nostro Statuto – “il garante di tutte le componenti e di tutte le sensibilità politiche presenti nel partito”.

Il Partito autonomista in questi anni ha compiuto scelte strategiche, come quella, fra tutte, di essere protagonista di una coalizione politica.

Sono subentrato a Ugo Rossi nel momento in cui veniva lanciato come candidato presidente della Provincia. I cinque anni di guida autonomista hanno visto una presenza del PATT incisiva ad ogni livello e sono stati anni fondamentali, perché hanno reso centrale il nostro partito.

I due presidenti autonomisti, Ugo Rossi e Arno Kompatscher, hanno portato avanti convintamente, anche in accordo con la delegazione parlamentare autonomista, tante iniziative strategiche, sempre d’intesa e in un rapporto alla pari. Insieme con i nostri partiti siamo stati ricevuti dai Presidenti del Consiglio dei Ministri via via incaricati e dal Presidente della Repubblica per rivendicare le ragioni della nostra autonomia e presentare le nostre proposte per contribuire a migliorare la situazione nazionale e potenziare la nostra specialità.

Tanto forte è stata l’intesa fra di noi, che per la prima volta nella storia ci siamo presentati alle elezioni nazionali insieme con un simbolo congiunto PATT – SVP. E l’intera delegazione regionale autonomista oggi si presenta, sia al Senato che alla Camera, con la doppia sigla.

Abbiamo lavorato nelle scuole e nelle Istituzioni per coltivare la cultura dell’autonomia e dell’autogoverno. L’autonomia, infatti, è una straordinaria opportunità, ma è anche e prima di tutto un’eredità pesante e una forte responsabilità che deve essere vissuta come un patrimonio irrinunciabile da parte di tutti, come premessa e promessa per le nuove generazioni.

Sono stati anni che ci hanno visto alla guida della Provincia, della Regione e dell’Euroregione, che ci hanno visto protagonisti della storia della nostra autonomia, che ci hanno consentito di portare a casa venti nuove competenze di cui alcune strategiche, di vincere battaglie storiche per il nostro partito come quella delle grandi concessioni idroelettriche, di stabilizzare e mettere in sicurezza i nostri conti e i rapporti finanziari con lo Stato e qui mi riferisco al Patto di Garanzia del 2014.

Anni che ci hanno visto rilanciare con determinazione il progetto dell’Euregio, promuovere un importante investimento sulla storia, sulla valorizzazione della nostra identità e sul rafforzamento del senso di appartenenza.

Anni in cui abbiamo consolidato significativamente il rapporto con il Sudtirolo e con gli amici della SVP, all’interno di un’alleanza strategica che non è mai venuta meno e che noi riteniamo fondamentale, non solo per il futuro del nostro partito, ma soprattutto per il futuro del Trentino e della nostra Autonomia.

Agli amici della Volkspartei, all’Obmann Philipp Achammer e all’europarlamentare Herbert Dorfmann, così come al presidente Arno Kompatscher, va la nostra più sincera riconoscenza per la loro lealtà e la loro fiducia, assieme alla riconferma di un impegno che, da parte del PATT, non potrà mai venir mai meno.

Sono stati anni in cui quasi tutti gli indicatori statistici della qualità della vita in Trentino sono migliorati e che di conseguenza ci hanno visto ai primi posti nelle classifiche italiane e spesso anche europee. Certo, i problemi che viviamo e che dobbiamo affrontare sono ancora molti, alcuni dei quali seri e preoccupanti. Tuttavia siamo orgogliosi di aver fatto crescere il Trentino e le sue comunità, di averne rafforzato la coesione sociale, di aver realizzato importanti strumenti di giustizia sociale, di riconoscimento dei diritti per tutti, di sostegno ai più deboli, di aver puntato sul valore della famiglia e delle pari opportunità, senza perdere di vista il ruolo della formazione con i progetti del trilinguismo, della scuola duale, delle esperienze all’estero. Non abbiamo trascurato lo sviluppo delle infrastrutture, delle connessioni materiali e telematiche, l’accesso ai servizi nei territori, le riforme istituzionali, i rapporti con le regioni confinanti.

Siamo da sempre una forza territoriale, ma anche un partito che non ha paura di allargare i propri orizzonti, che è riuscito ad esprimere una delegazione parlamentare autorevole e in grado di sviluppare accordi a livello nazionale, che ha stretto alleanze utili alla nostra terra ogniqualvolta fosse opportuno, che partecipa alla grande famiglia del Partito Popolare Europeo. Siamo un partito che anche oggi, qui a Pergine, è riuscito a riunire i partiti autonomisti del nord Italia per firmare un documento di intenti e impegni comuni (trovate il testo nella cartella del Congresso) per rafforzare la nostra Autonomia speciale e rilanciare il nostro impegno per l’Europa dei popoli e delle regioni.

Un documento in cui il Partito Autonomista Trentino Tirolese, la Südtiroler Volkspartei, la Slovenska Skupnost, l’Union Valdôtaine, l’Union Valdôtaine Progressiste, il BARD per Belluno Autonoma e il movimento Siamo Veneto – cito letteralmente uno stralcio del documento – “ribadiscono la necessità di rafforzare la loro alleanza politica al fine di rivendicare con convinzione le ragioni delle Autonomie che dovrebbero essere prese oggi a modello e costituire un esempio per l’Italia intera; mettere in campo una rappresentanza politica e istituzionale in grado di operare su tutti i livelli; promuovere l’Europa dei Popoli e le Euroregioni; operare in maniera coordinata nelle fasi fondamentali che riguardano l’elaborazione e l’approvazione di nuovi assetti nazionali e costituzionali e in particolare sostenere la nascita e lo sviluppo di nuove forme di autonomia e federalismo nelle Regioni dove i cittadini ed i rappresentanti politici ne hanno fatto richiesta; condurre un’azione politica unitaria in tutte le iniziative che puntino alla rivendicazione di una maggiore autonomia delle Regioni o Province ordinarie e al completamento delle competenze statutarie delle Autonomie speciali già esistenti.

Le forze politiche autonomiste del Nord Italia che oggi sono qui tutte al nostro congresso – confermano la volontà di operare in stretto coordinamento e intendono costituire un tavolo permanente per coordinare le proprie azioni”. Il PATT crede in questo accordo e, come sempre, farà di tutto perché la cultura dell’autonomia responsabile si estenda e diventi patrimonio anche degli altri territori.

Come ho già detto, i cinque anni appena trascorsi sono stati positivi per i risultati prodotti e di questo, come autonomisti, ne andiamo orgogliosi e ringraziamo tutti coloro che si sono impegnati per raggiungerli, a partire dal Presidente Ugo Rossi che ne è stato la guida. Se oggi la crisi economica pesa sul Trentino in media molto meno rispetto alle altre regioni italiane è perché beneficiamo ancora del grande lavoro che è stato fatto in particolare nella legislatura a guida autonomista.

Purtroppo i successivi sviluppi politici e l’impraticabilità della coalizione di centrosinistra autonomista ci hanno indotti a operare una scelta coraggiosa e coerente, quella di portare avanti il nostro progetto territoriale e autonomista senza accettare compromessi ideologici con i partiti nazionali.

Siamo riusciti alle ultime elezioni provinciali a confermare il PATT come forza determinante nel panorama politico trentino, una forza politica radicata ovunque sul territorio, con un patrimonio di donne e uomini capaci, di giovani impegnati, di amministratori seri e appassionati. Con un gruppo consiliare competente e preparato che sta portando avanti un’opposizione seria e rigorosa ma anche propositiva, perché noi non puntiamo a demolire le istituzioni o a mettere in difficoltà i nostri cittadini, ma abbiamo a cuore il bene della nostra gente e della nostra terra.

È vero, viviamo con un certo disagio questa fase politica, una fase in cui il Trentino si sta pericolosamente appiattendo sugli standard nazionali, in cui facciamo fatica a far valere le nostre prerogative, a presidiare i diritti conquistati nei decenni di storia dell’autonomia.

Dobbiamo anche cercare di capire i motivi per cui i trentini hanno votato in massa partiti ostaggio delle forze nazionali; fare una sana autocritica per capire dove abbiamo sbagliato o sottovalutato la percezione di molti, come comunicare meglio i nostri obiettivi e i nostri risultati, come rispondere in maniera efficace alle attese degli elettori.

Non è mio compito tracciare nuove linee politiche, perché questo sarà l’incarico chiave che verrà affidato ai nuovi organi eletti e si rivelerà una grande occasione per il PATT, quella di aprire una nuova stagione importante e stimolante, che metta a frutto quello che fino ad oggi, ed è molto, siamo riusciti a conquistare, con capacità e perseveranza.

Questo congresso registra un passaggio generazionale della guida politica del nostro partito e sono contento di poter lasciare un’eredità così importante nelle mani di un nuovo segretario che sicuramente prenderà il testimone che voi gli consegnerete con entusiasmo, passione e amore per l’autonomia e per il Trentino. Ritengo però che su una cosa già da ora dobbiamo convenire. Il nostro obiettivo adesso è dimostrare ai trentini che gli autonomisti rappresentano una scelta seria e affidabile, che crediamo nel valore dell’esperienza, nella necessità della formazione, nella coerenza ai nostri valori e ai nostri ideali, che non siamo disponibili a svenderci per un consenso facile da cavalcare.

Noi non rincorriamo i facili slogan urlati o la violenza verbale e non coltiviamo la cultura dell’odio e del rancore. Il nostro linguaggio vuole costruire, aprire orizzonti e opportunità per tutti, non creare steccati tanto egoistici quanto anacronistici.

Quello che noi vogliamo è un Trentino coraggioso e ambizioso!

Un Trentino che non ha paura di confrontarsi, di mettersi in gioco, di investire sui nostri tratti caratteristici per aprirci al futuro e competere con gli altri senza timore o diffidenza, per dare a tutti la percezione che “Trentino”, marchio su cui ha investito molto l’assessore autonomista Dallapiccola, è sinonimo di efficienza e di volontà di migliorarsi sempre di più, nella qualità della vita, del territorio, delle relazioni.

Ma anche un Trentino che non chiude gli occhi di fronte alle sfide della sostenibilità e che si preoccupa di conservare e valorizzare il proprio straordinario patrimonio naturale ed ambientale.

Politicamente stiamo adesso vivendo una fase meno impegnata e meno condizionata dagli impegni amministrativi. Questo è il momento in cui concentrare le nostre energie per rafforzare il nostro progetto politico, rimarcando la nostra peculiare diversità, perché noi siamo autonomisti veri e diversi da tutti gli altri!

Siamo anche diversi da coloro che hanno rinunciato ad esprimere una posizione politica autonoma pur di ricercare una posizione di governo.

Lo hanno detto anche tutti i candidati di oggi, che ringrazio per essersi messi in gioco, e lo hanno scritto in tutti i documenti congressuali depositati: abbiamo il dovere di serrare le fila, ma nello stesso tempo di aprirci a tutti i trentini che condividono il nostro progetto. Per questo non ci presteremo mai ad un ruolo marginale o di stampella alle altre forze politiche per giocare un comodo ma inutile ruolo opportunista e senza futuro. Ci impegneremo, invece, con tutte le nostre forze, con la passione e l’entusiasmo di chi sa di portare avanti una causa giusta, veicolando quella convinzione necessaria per coinvolgere chi non ne è sicuro, per giocare un ruolo da protagonista, in nome dell’Autonomia, dell’importanza dell’autogoverno, fornendo risposte concrete alla nostra comunità.

Abbiamo il dovere di far capire e rimarcare in cosa siamo diversi dagli altri e per quale motivo i cittadini debbano preferire il PATT rispetto a chi ci vuole appiattire su schemi nazionali che non ci appartengono, a chi rinuncia a prerogative e competenze conquistate con anni di battaglie, per privilegiare soluzioni preconfezionate dal livello centrale. Se rinunciassimo a questo, tradiremmo lo spirito dei nostri padri fondatori e rinunceremmo ad un patrimonio di valori e di principi che fanno parte di un’eredità preziosa che non dobbiamo disperdere, ma anzi valorizzare.

In un territorio autonomo la presenza di un partito autonomista compatto ed autorevole è indispensabile, perché una forza slegata dalle logiche nazionali e nazionaliste è in grado di incidere sul buongoverno ed è prerogativa fondante per il mantenimento della specialità.

Soprattutto in un momento in cui è dirompente la richiesta di maggior Autonomia da parte di alcune regioni, come Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. A questa legittima richiesta, da più parti si risponde con la paura, con il timore che vada in crisi l’equilibrio dello Stato, che le autonomie mettano in difficoltà il bilancio nazionale. Il rischio è, quindi, che vengano percepite come mero pericolo o come un problema e non invece come la soluzione, un modello da imitare e un’opportunità concreta da cogliere.

Oggi siamo di fronte ad un’importante scadenza elettorale che riguarda l’Unione Europea. Storicamente abbiamo sempre sostenuto la necessità di rafforzare il progetto politico comunitario, che ha rimosso le frontiere del Brennero e che ci ha permesso di coltivare la nostra vocazione mitteleuropea, riallacciando i rapporti storici con il Tirolo, aprendoci agli importanti scenari dell’Unione. Noi siamo per l’Europa dei Popoli e delle Regioni e per questo motivo ribadiamo con forza di essere contro ogni qualsivoglia forma di nazionalismo e sovranismo che hanno provocato nient’altro che guerre sanguinose e divisioni pericolose che tuttora indeboliscono la politica comunitaria. Ciò non significa che l’Europa non debba cambiare, ma che dobbiamo puntare più alla crescita, allo sviluppo ed alle opportunità da costruire e cogliere e meno ai vincoli e al rigore. Serve un’Europa con più passione e meno tecnicismi, un’Europa solidale che non divida e non contrapponga, ma che costruisca rapporti e dialoghi fra le diverse identità che la compongono, che rispetti e valorizzi le autonomie, che investa sulla qualità e sul valore rappresentato dalle comunità di montagna come la nostra. Mercoledì abbiamo partecipato a Bruxelles all’assemblea del PPE, ribadendo insieme agli amici della SVP queste nostre convinzioni.

Voglio ringraziare, a nome di tutti gli autonomisti ma anche di tutti i trentini, l’amico Herbert Dorfmann che ci rappresenta al Parlamento Europeo e che vogliamo fortemente riconfermare, affiancando alla sua figura quella di una candidatura che rappresenterà il nostro partito.

Ho ribadito che oggi il PATT costituisce un riferimento imprescindibile per ogni equilibrio politico locale. Ma sono altrettanto convinto che riusciremo ad essere determinanti solo se rimaniamo uniti, se ci esprimeremo sempre in forma compatta e se riusciremo a far contare il valore di essere un partito rappresentato in ogni valle trentina e radicato in ogni comunità, con alle spalle oltre 70 anni di storia. Non per ottenere posti di potere o posizioni di privilegio, ma per servire responsabilmente la nostra gente.

Se saremo compatti e avremo come stella polare la valorizzazione della nostra autonomia ed i principi che sono alla base dell’essere un partito popolare e democratico, allora non dovremo avere timore di confrontarci con gli altri movimenti, a dettare le nostre condizioni e a compiere serenamente, se e quando saranno necessarie, le dovute scelte. Senza alcuna fretta, senza farci condizionare dalla pressione mediatica, come hanno detto bene anche i candidati al congresso, ma anche e soprattutto senza paura, perché disponiamo di un bagaglio di esperienza, di credibilità, di affidabilità che nessuno ci può togliere.

Concludo ringraziandovi tutti per aver sostenuto me ed il PATT in questi anni, a partire dal presidente Federico Masera che ha garantito e rappresentato il partito con serietà e competenza, in maniera generosa e autorevole; dal vicesegretario Simone Marchiori che mi ha supportato e spesso sostituito, dimostrando capacità, entusiasmo ed arguzia politica.

Ringrazio la nostra parlamentare Emanuela Rossini, tutti i nostri amministratori locali, provinciali e regionali, sia quelli della scorsa legislatura che quelli della legislatura corrente Michele Dallapiccola, Lorenzo Ossanna e Paola Demagri. Un ringraziamento particolare lo riservo al presidente Ugo Rossi, che ha guidato le istituzioni autonomistiche negli ultimi cinque anni, portandole ai vertici di quasi tutte le classifiche nazionali e non solo.

Un apprezzamento va anche a tutte le candidate e ai candidati che ci hanno permesso di ottenere un risultato particolarmente significativo alle ultime elezioni, ai membri del Consiglio, della Giunta esecutiva e degli altri organi, ai coordinatori di valle, riferimento fondamentale per il partito.

Grazie anche ai nostri giovani e a Mauro Agosti che prenderà la parola più tardi, che stanno vivendo una stimolante esperienza formativa anche a livello europeo e che proprio in queste settimane hanno rinnovato il Movimento Giovanile coordinato da Lorenzo Paoli. Un sentito grazie anche al Movimento Femminile, guidato da Daiana Boller, per aver favorito ed incentivato lo sviluppo e la crescita di una rappresentanza femminile sempre più autorevole e di qualità.

Grazie anche alla commissione congresso e al suo presidente Michele Dallapiccola. Un grazie sincero infine a tutti i nostri preziosi e capaci collaboratori e a tutti i volontari che sono qui oggi e che si spendono ogni giorno sul territorio per la nostra causa.

Infine un augurio sentito e di incoraggiamento ai nuovi organi, per un lavoro sereno e proficuo nell’interesse del nostro partito, dell’autonomia e del Trentino.

Grazie per ciò che mi avete trasmesso e dato in questi anni bellissimi che non scorderò mai e che, ne sono certo, continuerete a darmi.

Viva il Patt e sempre vivano e crescano forti e prosperose le nostre stelle alpine!