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PATT E A22: TONINELLI E LA SUA RIVOLUZIONE RICICLATA

04/02/2019

Il Ministro Danilo Toninelli non perde un’occasione per fare figuracce. Basta con le offese gratuite, il Ministro si confronti e rispetti il nostro modello di autogoverno!

Il Ministro Danilo Toninelli colleziona una gaffe dietro l’altra e dopo quella, diventata famosa, sul tunnel del Brennero dichiara: “E’ in corso un’indagine, vogliamo vederci chiaro sui disagi che si sono verificati negli ultimi giorni sulla A22. Vogliamo una gestione totalmente pubblica e più conveniente”.  Quello che però il Ministro sembra non sapere è che la gestione della A22 è già pubblica per l’85%. Il principale azionista è proprio la Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, seguita dalla Province autonome di Trento e Bolzano. Che il Ministro non sia ben informato sulla situazione della A22 è ormai cosa già risaputa, ma è bene che gli si venga rinfrescata la memoria. La proposta di una gestione totalmente pubblica dell’autostrada A22 risale al 2014 ed è stata realizzata dai presidenti autonomisti Rossi e Kompatscher.

“Siamo sorpresi dalle affermazioni del Ministro Toninelli, ma allo stesso tempo siamo felici che condivida con noi l’idea che l’A22 debba essere completamente pubblica. Quindi andiamo avanti su questa direzione. Quello che però è assolutamente intollerabile è il comportamento del Ministro. Impari ad entrare nel merito dei problemi e la smetta con questo stile improvvisato ed irriverente. Sono decenni che noi autonomisti ci battiamo per il nostro territorio e non accettiamo le offese gratuite ed ingiustificate di chi dovrebbe almeno avere il buonsenso di mantenere un comportamento “istituzionale”.

Chiediamo con forza a questo governo Lega-5Stelle, “amico del nostro governo provinciale”, che, anziché alimentare facili polemiche strumentali, affronti seriamente, nel rispetto delle nostre prerogative autonomistiche, le questioni sul tappeto, dalla concessione autostradale alle grandi infrastrutture, dalla problematica dei grandi carnivori agli stanziamenti per fronteggiare le calamità ambientali, e spenda le proprie energie per risolverle nell’interesse dei cittadini, anziché per alimentare una continua campagna elettorale.