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PATT: Centenario della Prima Guerra Mondiale; da Giorgia Meloni parole da Ventennio

06/10/2018

La retorica risorgimentale è ancora viva e vegeta in alcuni ambienti politici italiani, soprattutto in partiti come Fratelli d’Italia, nazionalisti e centralisti.

Questa retorica, però, a cento anni dal termine della Prima Guerra Mondiale e dopo decenni di impegnativa riscoperta della storia di quelle terre di confine che subirono più di altre il conflitto, suona più come un’offesa ai tantissimi caduti di entrambe le parti che come una conquista politica.

Non può, infatti, passare inosservata la presa di posizione di Giorgia Meloni, che, oltre a ribadire il fascistissimo concetto della vittoria, bolla come anti italiani i parlamentari che non hanno votato la sua mozione.

Peccato che fra questi parlamentari vi siano anche quelli di PATT e SVP che, proprio per la loro provenienza territoriale non possono accettare questo tipo di toni. Il Trentino – Alto Adige Südtirol, infatti, prima del 1918 era parte integrante dell’Impero austro-ungarico decine di migliaia di ragazzi di questa terra combatterono e morirono sui fronti di guerra, compreso quello con l’Italia. E al termine della guerra furono dimenticati e relegati a caduti di secondo piano, senza neppure la dignità di essere pubblicamente ricordati.

A cento anni di distanza le parole della Meloni non solo offendono la loro memoria, ma minano le conquiste di questi anni nel campo della ricerca storica.

Nel 2018 i tragici eventi di quel periodo dovrebbero aiutare a riunire tutti nel ricordo e nella condanna di ogni conflitto. Come ha giustamente fatto il Presidente Mattarella con un atto dal fortissimo valore simbolico: nel maggio di quest’anno, infatti, ha reso omaggio sia ai caduti di parte italiana, sia, per la prima volta da parte di un Capo di Stato italiano, ai caduti con la divisa austro-ungarica.

La politica attuale ha bisogno di persone che affrontino la realtà e che non recitino slogan provenienti dal passato, così come ha fatto il PATT colmando, attraverso l’istituzione del Memoriale e della giornata del ricordo, una lacuna storica perpetratasi per troppi anni.  Lo tengano a mente i trentini quando, fra pochi giorni, saranno chiamati a rinnovare il Consiglio provinciale.  In questa terra, non c’è bisogno di nazionalismi che hanno già portato molti danni. Con buona pace di chi, definendosi autonomista, si è alleato proprio con la negazione della nostra peculiarità.

 

 

 

 Il Vicesegretario                    Il Presidente                         Il Candidato Presidente

Simone Marchiori               Federico Masera                                Ugo Rossi