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Masera e Marchiori (PATT): “Sul doppio passaporto c’è chi gioca sulla disinformazione!”

24/07/2018

cittadinanza

Il Governo austriaco deve considerare anche i discendenti austro-ungarici trentini, ma il futuro è la cittadinanza europea

Spiace constatare come ormai ogni tema finisca nel tritacarne della campagna elettorale anche a danno della verità e della corretta informazione.

Come autonomisti del PATT – commentano il Presidente Masera e il Vicesegretario Marchiori – ma soprattutto come trentino-tirolesi, non possiamo tacere di fronte alle prese di posizione di un movimento politico trentino che vorrebbe far ricadere sul Governo provinciale e regionale la responsabilità di una questione che non compete nemmeno allo Stato italiano. Ci riferiamo alla questione della concessione del doppio passaporto a discendenti sudtirolesi di cittadini austro-ungarici al vaglio del Governo austriaco.

Come abbiamo avuto modo di esporre in un comunicato dello scorso anno, un conto sono i sentimenti di appartenenza identitaria e un conto la realtà dei fatti: la proposta che si sta avanzando in Austria purtroppo risponde a una visione nazionalista basata sull’appartenenza linguistica che dovrebbe essere stata sepolta dopo la prima metà del ‘900 e il secondo conflitto mondiale.
Questa interpretazione inoltre, escludendo dal provvedimento i trentini, sminuisce e snatura il profondo e secolare legame tra l’identità trentina e sudtirolese, che si basa su motivazioni storico-culturali e non linguistiche.

E questo non per volontà della Provincia autonoma di Trento o della Regione autonoma Trentino – Alto Adige\Südtirol, ma solamente del Governo austriaco.

Che senso ha concedere la doppia cittadinanza solo a determinate categorie di persone? Non erano cittadini dell’impero austro-ungarico anche i nostri nonni, morti a migliaia nella prima guerra mondiale fra le fila dell’esercito di Francesco Giuseppe? Il Trentino è stato per secoli parte integrante del sistema politico tirolese, esempio di convivenza pacifica fra lingue diverse, ponte fra la cultura mitteleuropea e quella mediterranea.

Ma altre domande ci sorgono spontanee: il movimento di Kaswalder, Chilovi e Corona che tanto strumentalizza la causa della doppia cittadinanza, come giustifica l’alleanza riproposta anche a livello provinciale con movimenti politici dichiaratamente nazionalisti (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi x l’Italia), capeggiati da leader espressamente contrari a questa possibilità (Meloni, Biancofiore…)?
Come giustificano il loro appoggio alla Lega che nel suo governo nazionale sostiene ministri come Riccardo Fraccaro che afferma: “Il doppio passaporto sarebbe un atto ostile, che intendiamo respingere con fermezza”.

La realtà dei fatti è che dietro le sterili prese di posizione di qualcuno non c’è visione, ma solo il tentativo di racimolare un po’ di voti in vista del prossimo ottobre.

Il nostro obiettivo come autonomisti del PATT è quindi che vengano inseriti in questo provvedimento tutti i discendenti di cittadini dell’impero austro-ungarico residenti nella nostra Regione, senza inutili e antistoriche esclusioni. Ma siamo anche fermamente convinti che l’unica proposta in grado di rispettare lo spirito europeo degli autonomisti e dei più autorevoli esponenti politici della storia trentina e di attualizzare l’aspetto più caratterizzante dell’Impero austro-ungarico sia quella della cittadinanza europea.

Per questo obiettivo – concludono Masera e Marchiori – il PATT è da sempre in prima linea e continuerà anche in futuro ad impegnarsi”.