Privacy Policy

Per offrirti una migliore esperienza di navigazione, il sito utilizza dei cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.

Clara Marchetto

24/01/2018

Clara Marchetto nacque nel 1911 a Pieve Tesino. Diplomatasi insegnante elementare, sposò Giusto Gubitta (nato nel 1905 a San Stino di Livenza, in Veneto) con il quale si era trasferita a Genova.
Gubitta, impiegato nei cantieri Ansaldo di Genova come disegnator, era agente del Deuxième Bureau. Nel 1939 copia i piani del torrione di comando della corazzata Littorio per consegnarli al Deuxième Bureau con la complicità della moglie, l’insegnante Clara Marchetto. Il SIS, che è riuscito a impadronirsi di alcuni documenti conservati nella cassaforte dell’ambasciata francese a Roma, apprende la notizia e fa arrestare i due coniugi.
Clara Marchetto venne quindi arrestata l’8 maggio 1940 con l’accusa di antifascismo, propaganda contro la guerra e collaborazione con elementi sovversivi stranieri.
Messa in libertà nel 1944 dagli Alleati, tornò dopo la guerra in Trentino e fu esponente, per la zona del Tesino, dell’ASAR (Associazione Studi Autonomistici Regionali).

Dopo la fine del movimento aderì al Partito del Popolo Trentino Tirolese (PPTT) e fu eletta alle prime elezioni del Consiglio regionale, nel novembre del ’48.
Venne quindi fatta oggetto, prima e dopo la sua elezione, di una violenta campagna a mezzo stampa, in relazione al periodo in cui era stata arrestata per spionaggio durante l’epoca fascista.
In questa operazione si distinse Flaminio Piccoli – astro nascente della Democrazia Cristiana locale – attraverso la rivista “Panorami”, tanto che la Marchetto espose denuncia contro il direttore della testata per la diffamazione.
L’11 gennaio 1949 si tenne la prima e unica udienza del processo di diffamazione Marchetto – Piccoli.
Tuttavia il 1° febbraio la Marchetto fu arrestata perché si riteneva che nel 1944 fosse stata messa in libertà illegalmente dagli Alleati dal penitenziario di Perugia, nel quale fu di fatto ricondotta fino all’autunno dello stesso anno, quando le venne concessa la libertà provvisoria.
Clara Marchetto, legittimamente eletta dal popolo trentino alle prime consultazioni regionali del novembre 1948 nella lista del PPTT (Partito del Popolo Trentino Tirolese), vide quindi negato il diritto di ricoprire il suo incarico in Consiglio regionale, fu messa in carcere e al suo posto fu posizionato il primo dei non eletti nel suo partito.
Ne conseguì uno stravolgimento della sua esistenza per tutto il resto della sua vita, al punto tale che dovette trascorrere molti anni anche all’estero, lontano dal suo Trentino, morendo a Parigi nel 1982.

La sua biografia: “Clara Marchetto : (1911-1982) : combattente per l’autonomia : per i cent’anni dalla nascita” è opera di Lorenzo Baratter e Franco Gioppi ed èstata pubblicata dal Centro stampa e duplicazioni della Regione autonoma Trentino-Alto Adige.