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Ugo Rossi: «Ok il partito ma un’astensione così alta deve farci riflettere»

26/10/2010

Riflettere sull’astensionismo. «Eh sì». Secondo lei non sono andati a votare perché non c’era l’esigenza di queste comunità di valle? Perché non si è riusciti a far capire il progetto istituzionale? «Uno dei motivi è stata anche la sostanziale assenza dell’avversario: dove il centro destra, come in val di Sole, ha presentato un candidato come Mosconi la gente è andata a votare. Poi la campagna denigratoria ha pesato e nelle aree urbane. Poi la gente fa fatica a capire l’utilità delle comunità». In effetti, dove il comprensorio aveva una sua presenza, la gente è andata alle urne. «Sì, le cose nuove hanno i suoi tempi. La gente vuole capire concretamente a cosa servono ma questo tema dell’astensione ci deve far riflettere. Significa che dobbiamo trovare anche altri strumenti per andare a parlare con le persone. Noi del Patt mi pare che ci riusciamo. Magari perché abbiamo un modo di avvicinare la gente più tradizionale». Il consigliere Michele Dallapiccola, invece, fa i salti dalla gioia. «Mi sono preso la briga – dice – di sommare tutti i voti che abbiamo preso e di paragonarli, ovviamente togliendo Trento, Aldeno, Cimone e Garniga, con quelli delle provinciali. In termini assoluti siamo andati avanti, nonostante l’astensionismo: siamo passati da 20.700 voti a 22.900».

Ugo Rossi, chiaro, è felice per questo. «Sono molto contento e non sono preoccupato dell’astensionismo in termini di voti che scappano, però una riflessione forte su questo dobbiamo farla. E penso che dobbiamo fare anche autocritica. È un concetto che ripeto spesso: io penso che in questa Autonomia ci sia molto da migliorare ma per farlo non bisogna demolire». Per i rapporti di forza nella coalizione provinciale nulla cambia? «Non è certo il caso di stare qui a discutere di rapporti di forza. Il problema vero è quello di fare, appunto, autocritica su alcune scelte che la gente fa fatica a capire e in un periodo di crisi riuscire a stare più vicini alle persone e avere anche il coraggio di fare qualche scelta impopolare che però, se è ben spiegata, la gente capisce».

(L’Adige, 26.10.2010)

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